FERIE

7 Ago

 

Riporto un brano di DK risalente all’estate 2010

Un tempo era tutto più semplice: il coniuge ha sempre avuto ferie solo dalla seconda settimana di agosto e la coniuge, libera professionista, si adattava  alla bisogna.

La prole passava luglio al mare, con tate plurime e madre pendolare. Però, più o meno dal 7 agosto, si partiva, TUTTI INSIEME, per un paio di sacrosante settimane sulle Alpi o in altri  luoghi ameni, soli, o con amici.

Un tempo.

Quando la prole cresce le cose cominciano a mettersi male.

Se, poniamo, si è dotati di figlia con la passione per l’inglese, i viaggi, l’autonomia, il meglio che possa accadere è che, ancor prima di compiere 14 anni, inizi a praticare un terrorismo psicologico tremendo, per convincere la genitrice riottosa e apprensiva, a dare il permesso per la “ vacanza –studio”. Il papà infatti, di solito geloso e ossessivo per inezie, come per incanto diventa docile come una pecora di fronte alle richieste della figliola.

“Ma tutto sommato povera piccola che cosa chiede? Di andare tutta sola a Londra, in un college sconosciuto…ma di quali pericoli farnetichi? Attentati, serial killer, maniaci…? Ma dovrà pure impararlo, questo inglese, no?”

Ovviamente dopo tira e molla, pianti  e strepiti,compromessi , si arriva all’accordo: viaggio in Inghilterra  organizzato dalla scuola.

E altrettanto ovviamente la lamentela: “ Mamma,  l’Inghilterra è per bambini piccoli, si mangia male, non si impara nulla la gente è odiosa, fa freddo, quest’anno  la scuola ha organizzato negli Stati Uniti!”

A seguire predica di un’ora circa sull’ingratitudine, i capricci, il fatto che se dici ancora una parola ti giuro che perdo la caparra ma colgo  al volo l’occasione di non mandarti iù da nessuna parte etc etc.

La figlia parte e sembra che ti fa una cortesia.

Dopo tutto ciò ti aspetteresti che, se non per amore, almeno per un senso di giustizia, dopo averti fatto stare in ansia per 15 giorni, senza contare l’esborso,  ti segua volentieri almeno una settimana dove dici tu, e non è che la porti ad Alcatraz o all’Asinara.

Ma se la ragazza è dotata di fidanzatino rompiballe, che pretende di portarsela  in vacanza,( soli!!!) estremamente minorenne com’è, allora occorre prepararsi a una settimana  di musi lunghi, digiuni di protesta, liti telefoniche col rompiballe, cui seguono pianti e di nuovo musi lunghi, digiuni, etc etc., che ti fanno dire, al ritorno:
 “ Dal prossimo anno te ne vai  dove vuoi” e il dove in questione non è neanche troppo sottinteso.

Arrivati alla maggiore età della figlia in questione, i genitori stremati, dopo averla mandata a scorrazzare per il Nordamerica,  “che comunque me lo merito perché ho preso 100”, lasciano la casa del mare con amatissimo giardino connesso, a lei e a un branco di neo maturati. E si ritrovano il 10 agosto senza una prenotazione e senza aver pianificato nemmeno un giorno di vacanza.

Ma se  pensate che sia tutto siete delle ingenue.

Manca il pezzo forte : un quindicenne alto 2 metri, irsuto e brufoloso, che ha sostituito, non si sa quando e come, il bambino più dolce e accomodante del mondo, quello sempre sorridente, affettuoso come un cucciolo di labrador, tenero come un gattino appena nato.

Ora al suo posto c’è un alieno rivoltoso: roba da film horror!

“ Io non vengo con voi, voglio restare con mia sorella, ha detto che posso!”

Ah, lei ha detto che puoi…

“Si, e anche mio padre lo ha detto…”

La mia voce si incrina pericolosamente, mantenendo comunque un tono flautato:

Ah, anche tuo padre lo ha detto…

“Si, io quest’anno voglio fare il torneo di calcetto con i miei amici, dopotutto ho diritto anche io a un po’ di vacanze!”

Ah, si , tu hai diritto…MASCALZONE DELINQUENTE, TU, E ANCHE TUO PADRE E TUA SORELLA CHE DECIDONO SENZA NEANCHE

CONSULTARMI! TU, CHE STAI GIA’ DA OLTRE UN MESE  AL MARE COI NONNI, CHE TI HANNO NUTRITO COME UN IPPOPOTAMO E VIZIATO

ALL’INVEROSIMILE, TU  TRADITORE DEL TUO SANGUE… NON CAPISCI CHE SEI MINORENNE E NON POSSO LASCIARTI LIBERO SENZA CONTROLLO CHE SE SUCCEDE QUALCOSA MI AUTODENUNCIO PER ABBANDONO DI MINORE….

 

Ovviamente sono sopraffatta, in minoranza, non c’è gioco.

L’unica cosa su cui non mollo nella trattativa  è il patto  che noi genitori  non andremo troppo lontano, niente aerei, niente vacanze con gli amici che sono  andati in Grecia o  in Sardegna. Purtroppo ci restano solo itinerari da pensionati, e siamo pure fortunati a trovar posto.

E non è tutto, lo sapete che cosa ha detto l’alieno dopo la mia sacrosanta incazzatura, guardandomi compassionevole, trasudando pietà da ogni antenna?

 

“ Mamma, tu sei fuori, tu hai davvero bisogno di una vacanza!”

 

Ferie, dicevate?…

 

 

ESTATE 2012

 

Il quindicenne è ora un diciassettenne , niente  più brufoli, ma barba.

Non si discute più , siamo stremati.

Lui è felice: rimaniamo nella casetta al mare, che a ben vedere è un paradiso terrestre.

La figlia ventenne se va con gli amici una decina di giorni, quasi non chiediamo nemmeno dove, tanto il neofidanzato non c’è.

 

La verità è che non si discute più.

Si aspetta con ansia agosto, per allontanarsi dai veleni della città, del lavoro, dalle ansie di tutti i giorni, dalla routine, e che facciamo, ce lo roviniamo con altre discussioni, beghe etc etc?

 

Quest’anno Spartaco, cioè Grimilde, si è ribellato:

basta cucinare, le verdurine non le volete?

Per quanto mi riguarda pizza e gelato anche tutti i giorni, ormai siete grandi  grossi e ipervitaminizzati.

Uffa mamma che palle riordinare le stanze?

Per quanto mi riguarda potete dormire col cane nella cuccia. O su una branda in giardino, o ancora meglio, sugli scogli.

Uffa cara, ma sempre con questi calzoncini,e il cappello da vecchietta?

No caro, quest’anno trikini  e costumini millimetrici che neanche un ballerina di burlesque, contento?

 

Uffa adessolo dico io!!!!!

 

SCIOPERO A OLTRANZA! MAMMA QUESTO PEZZO DI AGOSTO LO PASSERA’ OZIANDO, SALTANDO DA UNA PEDICURE A UN APERITIVO SULLA SPIAGGIA, DA UNA SEDUTA DI GOSSIP TERAPEUTICO AL  MASSAGGIO THAILANDESE, DALLE PASSEGGIATE IN ACQUA, CHE TI FANNO DUE COSCE SIGNORA MIA, A UN GIRO DI PIZZICA AL SUONO DI “NON VIVO PIU’ SENZA TE”

 

 

 

 

A un soffio dai 50 si torna diciottenni :un po’ egoiste un po’ bastarde, ma soprattutto LIBERE DENTRO.

E tutto questo si può fare anche in città, perché la vacanza è soprattutto uno STATO D’ANIMO!

Accendetevi consorelle! Ognuna come meglio crede e sa!

Per una settimana o due non crollerà né la casa, né la famiglia né il matrimonio!

 

BUONE VACANZE!!!!!!

 

Grimilde in fuga!!!!!

 

 

FERIE D’AGOSTO

1 Ago

 

 

 

Per puro spirito masochista, da ormai molti anni la maggior parte delle ferie vengono sopravvissute a casa dei miei, detentori di una comodità più unica che rara : la possibilità di andare in spiaggia  scendendo numero tre gradini. E ciò fa sorvolare su piccoli inconvenienti quali meduse, tamarri vocianti e depuratori non sempre efficienti.
Premesso che le ferie d’agosto andrebbero abolite con decreto d’urgenza , considerato anche che, conti permettendo, riusciamo da qualche anno persino a partire per almeno una settimana e quindi riduciamo al minimo le inevitabili liti coniugali da stress estivo, resta sempre drammaticamente aperta la dolorosa vicenda agostana, che ci conduce sempre sull’orlo dell’abisso, ovvero la convivenza forzata con il resto della famiglia.
Solitamente la questione si sviluppa secondo tappe ben consolidate:

1. L’arrivo festante, con accoglienza più o meno gioiosa, a seconda che ci siano o meno atroci sofferenze in corso, tipo nevralgia del trigemino della padrona di casa o gravissimo raffreddore allergico del suo consorte,  fatti che rendono l’atmosfera lieve e gaia come quella di un lazzaretto;

2. Le prime quarantotto ore sono di stand by : una sorta di quiete minacciosa, carica di funesti presagi.

Durante questo lasso di tempo  hanno media importanza vicissitudini quali dover sparecchiare a tempo record, con la frutta ancora da sbucciare,  stendere vagonate di biancheria, comperare regolarmente  provviste sbagliate, nonostante si sia seguita diligentemente la lista della spesa etc.etc.

3. Alla prima botta di scirocco inizia lo sbroccamento di massa.

 Segnali di preavviso inequivocabili sono il trasferimento  dei costumi degli invasori dagli appendini, di fortuna ma ombreggiati (e conquistati con le unghie e con i denti )  all’esposizione spietata al sole del profondo sud che li riduce come biscotti muffiti; teli da bagno appallottolati e scaraventati rabbiosamente ovunque, meglio se sul selciato sottostante o dietro la lavatrice. Quando si arriva ai pranzi e cene a base di pomodori con pomodori l’unica soluzione intelligente sarebbe la fuga, ma non si può.

4. L’inevitabile ribellione silenziosa del coniuge . Egli comincia a sparire sempre più spesso, non dando tracce e notizie di sé per ore ed ore, soprattutto in quella fascia della giornata che, coincidendo con il ritiro degli ombrelloni, chiusura sdraio e paccottiglia varia da stipare nelle famigerate borse da mare, implicherebbe una sua collaborazione fattiva nella vita familiare.

5. Il vero climax degli episodi della saga estiva tocca l’apice a Ferragosto, quando tutta la famiglia viene precettata al fatidico cenone di gruppo con a capo la nonna quasi centenaria su sedia a rotelle e badante al seguito, ove si verificano momenti epici nella conversazione, datosi che nessuna delle suddette intervenute capisce un cacchio,  l’una per sopraggiunti rincoglionimenti senili “ma tu chi sei?” “nonna, sono tua nipote” “e cu sì?” (traduzione: continuo a non capire chi sei), l’altra perché, causa continui licenziamenti e sostituzioni , non  fa mai in tempo a imparare la lingua del luogo, quindi muta per ignoranza verbis.

W le ferie, w la repubblica, w la bella famiglia italiana!!!!

Boccucciadirosa, preoccupata e timorosa

LE FERIE: CONCILIA?

31 Lug

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Anche quest’anno, come ogni anno, le mie striminzite ferie devono conciliare con quelle del marito, del capufficio, dei collaboratori; con gli impegni dei figli, con quelli di mia sorella (per l’ uso della casa al mare) e naturalmente con le emergenze che possono sopravvenire nel lavoro oltre che con l’eventuale iattura dei debiti scolastici.

E’ tale l’affanno e l’angoscia nel far quadrare tutto e  tutto traballa sino all’ultimo minuto, che non riesco mai  ad organizzare nulla di speciale.

Anche quest’anno ho provato a progettare due week-end, in Italia naturalmente, per giunta sullo stesso versante adriatico della mia città e questi sono i risultati:
uno è fallito per sopraggiunta malattia del terzo figlio, a poche ore dalla partenza, biglietti in mano; l’altro è fallito per emergenza in ufficio…AMEN!

P.S. Inutile dire che ho amiche superefficienti,che organizzano viaggi fantastici in tutti gli angoli del mondo e in ogni periodo dell’anno! Riescono a incastrare perfettamente gli impegni di lavoro del partner, l’operazione alla cataratta del suocero, i consigli di classe dei ragazzi,  i loro figli sembrano essere immuni a tutti i virus conosciuti: chapeau!!!

Sono così stanca e accaldata che non riesco neanche a ROSIKARE.

In compenso la fantasia e la pazzia volano, A MILLE!

Per fortuna che ci siete voi, care Kattive…mi date qualche idea?

Elettrika, o meglio quel che ne rimane

 

IO E LORO

9 Lug

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Se la serenità dipendesse da un animale domestico, io dovrei essere la reincarnazione di Buddha, o del Mahatma Gandhi, o almeno il nuovo Dalai Lama!

Appartengo felicemente da anni a una barboncina nera,  una micia dagli occhi azzurri e svariati pesci rossi.

Sono il mio porto nella tempesta, la consolazione dopo le grida con i figli, o i silenzi col marito; il riposo dopo ore di lavoro, la tenerezza dopo una disillusione.

Non sono figli, e non sono amici: sono i miei famigliari non umani, i compagni della mia vita più segreta e reale.

 

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“Dovremmo essere saggi la metà di quanto è saggio il gatto. E anche belli la metà”

Frank Knepp

 

 

“ Il cane è un eterno Peter Pan,non invecchia mai, perciò è sempre disponibile ad amare ed essere amato”

Aaron Katcher

 

 

“… e non si comporta MAI, MAI, da stronzo ,con chi lo ama”

Grimilde

 

 

“Ricordo ,tutta sola sotto la luce della luna

 posso sognare i giorni passati,

la vita era meravigliosa allora…”

Grisabella (Cats)

 

“Ricordo i momenti in cui

ho davvero capito cosa fosse la felicità

lascia che il ricordo viva di nuovo”

Gattaprigioniera (Cats)

 

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Lo capiscono al volo, LORO,  se sono triste,  sospetto che ne intuiscano anche le ragioni e fanno a gara per coccolarmi.

Non sono falsi, a loro puoi credere, non ingannano, non rubano , non calpestano.

Posso poi raccontargli tutto: le cose più inconfessabili, i turbamenti più segreti, le delusioni più amare.

 Non mi vergogno di piangere a dirotto, né di ridere come una pazza, davanti  a loro.

 Non devo giustificarmi di nulla, non devo scusarmi per come sono.

 Vogliono solo che io li ami.

Con Isotta amo fare passeggiate tonificanti, e adoro abbracciare  Penelope, che mi gratifica di fusa rilassanti e tenere strizzatine di occhi; parlo spesso con Ciccio e Wanda che hanno più di 10 anni, e pensa,non mi rispondono mai male! E al mattino, quando do loro da mangiare, saltellano felici a pelo d’acqua…ma  INCAZZOSA ero e INCAZZOSA sono rimasta!!! Vado a prepararmi una camomilla….

 

Ringhiosamente,

Grimilde

 

“La Genesi ci mostra Dio che soffia nell’uomo il Suo alito di vita. C’è dunque nell’uomo un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio e allo spirito di Dio. Gli animali non ne sono privi.” (Giovanni Paolo II)

IO E DANA

9 Lug

 

 

 

Cara Boccucciadirosa, cara Grimilde…non ho regole magiche per aiutarvi a trasformare la sacrosanta rabbia in rabbya positiva…per me c’è qualcuno che non è un aiuto, ma un vero miracolo!

 

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“Arrivi a casa. Il cane ti si precipita contro. “Dove sei stata? Sei stata via così tanto. Mi sei mancata, mancata, mancata. Ti amo, ti amo, ti amo. Cosa c’è nella borsa? Qualcosa per me? Oh fammi leccare il tuo orecchio. Oh fammi mordicchiare i tuoi guanti. Sei a casa!”
– PAM BROWN –

 

Certo, tre figli, una suocera ed un lavoro impossibile non mi potevano bastare, troppo banale, dovevamo aggiungere anche il cane!

E’ stata un’idea di mia figlia, e all’inizio non ne volevo sapere, oltretutto ho sempre avuto timore dei cani!

Ma  quando ho visto quel dolcissimo timido cucciolo, ho immediatamente buttato al rogo ogni razionalità e senso pratico: MENESBATTO! Quel simpatico batuffolo faceva già parte della mia vita al primo sguardo.

Ci sono quelle SERENERE in cui tutto ha il sapore dell’angoscia: incombono problemi di lavoro, di salute, educativi, scolastici, sembra “ TUTTO SBAGLIATO, TUTTO DA RIFARE”, come diceva il mitico Bartali, e allora sdraiarsi a letto, con una copertina rosa, con il nostro cagnolino che sonnecchia felicemente abbracciato a noi, non risolve tutto, ma intanto “passa la nottata” e magari le cose domani si aggiustano.

Ogni mattina, anche la più sfigata, è una festa: Dana scodinzola, salta, corre, bacia contemporaneamente, è impossibile non sorridere a queste feste così sincere, così dolci.

Anche come amica ogni tanto Dana m’insegna qualcosa; intanto giriamo assieme per il quartiere e così ho capito qualcosa della naturale competizione femminile. Infatti mentre stranamente ha vari amichetti maschi che regolarmente chiamiamo per passeggiare insieme ( Pippo, Dennis, Tequila), quando incontra le altre cagnoline talvolta si inalbera e si indispettisce, chissà perché…

E poi, quando ha i suoi disturbi femminili, sta mogia mogia, vuole riposare e non essere disturbata.  Perché invece noi  tante volte ci imponiamo, proprio in quei giorni, mille attività ed incombenze, che ci distruggono?

Osservando LEI ho capito che anche io devo assecondare la natura, quando il fisico mi supplica una pausa.

Allora appena posso, in quei giorni,  mi metto a letto, con la solita copertina rosa, chiudo gli occhi e, piena di doloretti, sonnecchio, pensando solo : “ addà passà ‘a nuttata”.

Per le battaglie rimando a domani.

Ormai viviamo in simbiosi, a casa non ci separiamo mai; talvolta ci guardiamo, quando gli altri non ci capiscono e fanno troppa confusione, e pensiamo che sono solo dei rompiscatole: noi sì che siamo superiori !

 

Bau Bauuuuu

 

Elettrika e Dana

RABBYA POSITIVA?!?

9 Lug

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No, io no.

Io non ci sono mai riuscita.

In fondo ( molto in fondo direte voi) sono una persona tranquilla, la serenità mi sembra la più invidiabile  e auspicabile delle condizioni. Cerco di comportarmi con discrezione, rispetto il mio prossimo, ho sempre paura di disturbare, sono disponibile e generosa….però…Capita talvolta che il mio atteggiamento mite, unito ad un aspetto ingannevolmente tenero, scateni gli istinti predatori e soverchiatori dei miei simili…(un donnino così minuto, con gli occhioni così dolci…ce lo pappiamo in un batter d’occhio, garantito!)

A questo punto mi trasformo: occhi fuori dalle orbite, zanne vampiresche, bava alla bocca…altro che rabbia, divento un’erinni!

La gente si spaventa, stupefatta da un cambiamento apparentemente inspiegabile.

Le Furie si impadroniscono di me: Tesifone ,Megera e Aletto  mi rapiscono, divento la loro schiava…ma dopo stramazzo.

Non è la rabbya positiva di cui parla Elettrika: io resto senza forze, addolorata ed esausta.

Dalla mia rabbia non ho mai tratto nulla di buono. Come fare ?

 

Smarrita e rabbiosamente stanca

Grimilde

LA RABBYA E IL FUTURO

4 Lug

 

Non starò qui a raccontare tutto l’arretrato di questi ultimi anni  di disavventure lavorative, tanto questo più o meno si sa  come del resto di solito va, quando sei un lavoratore precario e l’azienda ad un certo punto decide che non ha più bisogno di te, naturalmente dopo averti centrifugato ben bene.

Può essere che si vada tutti a casa, come si legge dappertutto in queste nostre vicende italiane, o può essere che vai a casa solo tu e pochi altri compagni di sventura, tutti correi di un unico minimo comune denominatore, l’assenza di un solido “padrinato”, come solida tutela sindacale.

E così succede che, ritrovandosi improvvisamente disoccupati, non ci si arrenda proprio subito, e si inizi a stampare il famigerato curriculum, per rimettersi in pista.

Dopo circa ventiquattrore si comprende che hai sprecato carta, toner ed anche una buona dose di rabbia (che poi sarà essenziale per non soccombere), visto il peso che viene dato al racconto della tua vita in formato europeo, qualcuno ti consiglia addirittura di ridurre le informazioni, per renderne più agevole la lettura, qualcun altro si congratula  per la scienza profusa, spiacente ma il profilo è troppo alto, sarebbe più facile analfabeta.

Si passa dunque alla fase b e inizia il pellegrinaggio questuante presso amici, parenti e benefattori.

E questo ne è il resoconto, sotto forma di lista. Perché? Non lo so, forse solo a scopo terapeutico, tipo autoanalisi. O forse giusto per mettere ordine nell’album di figurine, ce l’ho, ce l’ho, ce l’ho. O forse solo per rabbia, appunto, e speriamo che almeno quella sia l’ultima a finire.

IL SINDACALISTA (anzitutto le vie istituzionali)

IL SUO REFERENTE (che diamine, l’importanza si misura anche da quanti referenti hai)

XY, ovvero varie figure in una, amico, assessore, anche medico (che serve sempre)

IL TUTTOLOGO, una specie di Leviatano a cento teste, da lui dipartono altre escrescenze tipo IL PROF. , LA SIGNORA DOTTORESSA SPECIALE, tailleur e filo di perle incluso, IL DOTTOR MANAGER,  tutto scrivania e sorriso alogeno;

IL SUPERPROF UNIVERSITARIO, da cui poi discendono altri consimili, evanescenti come meteore, quoziente intellettivo troppo alto, impraticabili;

IL CARO AMICO, politico, dirigente, ma certo che ci penso io;

IL CARISSIMO AMICO, politico di recente costituzione, primo di una lunga serie di per me sei una sorella;

IL POLITICO, quello vero. Titolare unico, ricco in referenti, segretari, decreti ed emendamenti;

IL COMPAGNO DI SCUOLA, strano ma vero, politico anche lui, razza squalo bianco, denti aguzzi in sorriso di velluto, quello che ti fa pure il baciamano;

E la lunga pletora dei dannati del girone “pubblica amministrazione”?

LA SQUILIBRATA con manie poetiche, L’INGEGNERA con crescita grigia di mezzo metro su base biondonorvegese, IL DIRIGENTE in doppiopetto blu e cravatta regimental, il gentiluomo che ti fa fare due ore di attesa, per giunta in una stanzetta di un metro per uno; IL DIRETTORE, dallo stile improbabile, babbucce di pile tipo Briatore e sguardo pietoso da dama di carità pelosa; XYZ, impossibile quantificarne l’età (tra i novanta e i cento anni) e la funzione effettiva, stampella inclusa.

LA DONNA IN CARRIERA. Al suo passaggio si aprono i cieli, squillano i telefonini, discendono persino petali di rosa. Lei lo sa, ma si schernisce.

L’EX ASSESSORE, per la serie non si butta niente, però dice che oggi fa solo volontariato;

L’IMPRENDITORE, studio avveniristico, palmari alle pareti, plasma da tavolo, sito web con musica ed effetti speciali, personale a batterie rigenerabili;

XYZJ, ancora un assessore, ma non ho capito a che cosa;

L’ONOREVOLE, tra una legislatura e l’altra. Un evergreen, riesce a sfinirmi a furia di aneddoti tra buvette, aule e transatlantici.

L’elenco potrebbe continuare, ma vado a prendere una boccata d’aria e un digerseltz.

Care streghe, sapete per caso quando parte il corso di preparazione alla RABBYA?

Molti, molti baci rabbyosi.

Boccucciadirosa